Nella località Madonna di Loreto, alla periferia occidentale di Trinitapoli, i risultati delle ricerche archeologiche durate decenni da parte del MiC consentono di riconoscervi il cuore di uno dei più importanti luoghi di culto della civiltà del Bronzo (II millennio a. C.). Qui si svolgevano cerimonie per invocare la fertilità, non tralasciando di porre in relazione il mondo dei segni celesti con le necessità della vita quotidiana. I culti ciclici, fondati sulla ripetizione di azioni rituali e sulla “devota” conservazione delle tracce di quegli atti, ripetuti nell’arco di almeno ottocento anni, si svolgevano all’interno di strutture ipogee probabilmente in coincidenza di momenti fondamentali dell’annata agraria. L’area santuariale si estende su più di cinque ettari circa, in varia misura indagati a causa della parziale sovrapposizione degli edifici e della viabilità del moderno abitato. Il prosieguo delle loro vicende è la descrizione di come gli antichi ipogei templari furono resi nuovamente accessibili come luoghi di sepoltura delle aristocrazie indigene, che utilizzarono il prezioso sale locale per accedere alla rete di scambi marini che fornì accesso a beni esotici che corredarono le loro sepolture d’élite.