Parco archeologico degli Ipogei

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    Il museo per la scuola

  • Maggio 21st, 2024

    Associazione Tautor

La storia

Nella località Madonna di Loreto, alla periferia occidentale di Trinitapoli, i risultati delle ricerche archeologiche durate decenni da parte del MiC consentono di riconoscervi il cuore di uno dei più importanti luoghi di culto della civiltà del Bronzo (II millennio a. C.). Qui si svolgevano cerimonie per invocare la fertilità, non tralasciando di porre in relazione il mondo dei segni celesti con le necessità della vita quotidiana. I culti ciclici, fondati sulla ripetizione di azioni rituali e sulla “devota” conservazione delle tracce di quegli atti, ripetuti nell’arco di almeno ottocento anni, si svolgevano all’interno di strutture ipogee probabilmente in coincidenza di momenti fondamentali dell’annata agraria. L’area santuariale si estende su più di cinque ettari circa, in varia misura indagati a causa della parziale sovrapposizione degli edifici e della viabilità del moderno abitato. Il prosieguo delle loro vicende è la descrizione di come gli antichi ipogei templari furono resi nuovamente accessibili come luoghi di sepoltura delle aristocrazie indigene, che utilizzarono il prezioso sale locale per accedere alla rete di scambi marini che fornì accesso a beni esotici che corredarono le loro sepolture d’élite.

Il parco archeologico

Questo sito unico, esteso per circa 5 ettari, è paragonabile a Stonehenge per importanza storica e culturale. Sono stati identificati almeno 15 ipogei, divisi tra minori e monumentali, questi ultimi composti da un dromos (una rampa a cielo aperto), uno stomion (un angusto corridoio sotterraneo) e una sala per rituali legati alla fertilità e al ciclo della vita e della morte, che includevano il sacrificio di animali giovani e la manipolazione di ossa umane.

Il museo

Il Museo degli ipogei di Trinitapoli presenta un allestimento innovativo, con il racconto affidato a fumetti e pannelli didattici di facile comprensione.

Vi si descrive un sito archeologico straordinario frequentato dal 1800 al 1000 a.C. circa, che narra come la ricerca del divino e del sacro e l’esigenza dell’uomo di avere luoghi di culto non si limita alla consacrazione di contesti già esistenti in natura, come grotte o cavità sotterranee, ma si trasforma in un santuario edificato con la fatica organizzata di un popolo, motivato da un’idea precisa e con un progetto di costruzione pianificato che tiene conto degli elementi paesaggistici e della conformazione geologica del suolo.

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Progetti

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